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07
03
2019

Lesione Cuffia dei Rotatori

 

La cuffia dei rotatori è un complesso muscolo tendineo che protegge l’intera articolazione della spalla formando una vera e propria cuffia di protezione della parte superiore dell’omero.

Questi muscoli con la loro azione stabilizzano la spalla impedendone la lussazione (fuoriuscita della testa omerale dalla cavità glenoidea della scapola).

I muscoli che fanno parte della cuffia dei rotatori sono:

  • Sovraspinato: origina dalla fossa sovraspinata della scapola, passa al di sotto dell’acromion e si inserisce nella faccetta superiore della grande tuberosità dell’omero. Contraendosi abduce ed extraruota l’omero; è innervato dal nervo sovrascapolare (C4-C6).
  • Sottospinato: origina dalla fossa sottospinata della scapola e dalla spina della scapola.
  • I suoi fasci si dirigono obliquamente verso l’alto e terminano in un tendine che si inserisce sulla faccetta media della grande tuberosità omerale. È un muscolo extrarotatore dell’omero e contribuisce alla stabilizzazione dell’articolazione gleno-omerale; è innervato dal nervo sovrascapolare (C4-C6).
  • Sottoscapolare: origina nella fossa sottoscapolare e si inserisce a livello della piccola tuberosità dell’omero. Con la sua azione adduce ed intraruota l’omero; è innervato dal nervo sottoscapolare (C5-C8).
  • Piccolo rotondo: è il più corto dei muscoli della spalla. Si trova sul margine laterale della scapola, origina dalla fossa sottospinata sopra il muscolo grande rotondo e si inserisce sulla faccetta inferiore della grande tuberosità omerale. Lavora sinergicamente con il sottospinato nell’extrarotazione dell’omero e stabilizza l’articolazione gleno-omerale. È innervato dal nervo ascellare C5-C6.

 

Una lesione della cuffia dei rotatori è una causa molto frequente di dolore e di stabilità della spalla nei soggetti adulti. La maggior parte delle lesioni si verificano nel tendine del sovraspinato ma possono essere coinvolti anche altri tendini della cuffia. Ci sono diversi tipi di lesione:

– rottura parziale: quando il tendine non è completamente lacerato

– lesione a tutto spessore: chiamata anche rottura completa e si verifica quando il tendine si divide in due pezzi.

 

CAUSE

 

Le cause principali sono due:

  • Lesione acuta: si associa spesso ad una lussazione della spalla o ad una rottura della clavicola. Avviene di solito con un movimento a strappo in seguito ad una caduta sul braccio teso o sollevando un oggetto troppo pesante.
  • Lesione degenerativa: la maggior parte delle lesioni sono di questo tipo e sono il risultato di un logoramento del tendine nel tempo. Questa degenerazione si verifica naturalmente con l’avanzare dell’età e sono più comuni nel braccio dominante. Dipendono da più fattori quali: stress ripetuti, mancanza di afflusso sanguigno ai tendini, eventuale presenza di osteofiti (crescita eccessiva dell’osso) portando con il tempo ad un conflitto sub-acromiale che indebolirà il tendine della cuffia dei rotatori e renderà più probabile la sua rottura.

 

SINTOMI

 

Le lesioni che si sviluppano lentamente a causa di un uso eccessivo causano dolore e debolezza del braccio che peggiora col tempo.

In genere il dolore all’inizio è ciclico alternando periodi più o meno lunghi di benessere a periodi di dolore ed impotenza funzionale. Possono essere presenti dolore alla spalla quando si solleva il braccio di lato oppure dolore che migra verso il braccio in basso.

Le lesioni che si verificano all’improvviso con un trauma causano dolore intenso con blocco articolare immediato e dolore diffuso nella parte superiore del braccio.

I sintomi più comuni sono inoltre:

– dolore a riposo e di notte, in particolare se si dorme sulla spalla malata

– dolore durante il sollevamento ed abbassamento dell’arto superiore

– crepitio o sensazione rumorose nei movimenti della spalla

 

A CHI RIVOLGERSI/COSA FARE

 

È necessario che la diagnosi venga fatta da un medico specialista, in questo caso un ortopedico di spalla, che dopo aver discusso i sintomi e la storia medica andrà ad esaminare l’articolazione della spalla. L’esame obiettivo andrà ad esaminare l’ampiezza del movimento in diverse direzioni, l’eventuale presenza di gonfiore o avvallamento ed infine testerà la forza dell’arto superiore.

In caso di dubbi e per confermare la diagnosi il medico può prescrivere una risonanza magnetica o l’ecografia per mostrar meglio i tessuti molli della cuffia dei rotatori.

Questi esami possono mostrare la lacerazione completa o meno e dove è localizzata.

Inoltre può anche dare informazioni in più sulla lesione, se essa sia vecchia o recente per prendere decisioni sul tipo di trattamento da svolgere.

 

TIPO DI INTERVENTO

 

Ci sono diverse opzioni di trattamento per una lesione di cuffia, la scelta del tipo di intervento deve tener conto di più variabili: tipo di lesione, tipologia del paziente da trattare, stile di vita, età e della prospettiva di recupero. L’obiettivo di qualsiasi tipo di intervento è la riduzione del dolore ed il ripristino della funzione completa. Se una lesione è lieve, il trattamento non chirurgico è il più risolutivo sia per la sintomatologia dolorosa che per il recupero funzionale. Mentre nel caso di un paziente giovane con lesione completa viene consigliato l’intervento chirurgico in artroscopia.

 

METODO SPAZIO MEDICA

 

Il primo obiettivo di Spazio medica è il ritorno alla normale funzionalità dell’articolazione della spalla. Il trattamento rieducativo è molto differente a seconda del tipo di intervento e della finalità per la quale è stato eseguito.

Dopo la rimozione del tutore inizia il recupero dell’articolarità con piccoli movimenti in flessione/estensione e massoterapia della zona scapolare e del braccio.

Vanno aggiunti man mano movimenti pendolari ed evitati movimenti bruschi e forzature fino al completamento del ROM articolare e controllo del medico chirurgo.

Successivamente inizia la fase di rieducazione funzionale in palestra dove si andrà a rinforzare i muscoli del cingolo scapolare, deltoide, bicipite, tricipite, pettorale e successivamente i muscoli intrarotatori ed extrarotatori di spalla attraverso esercitazioni dapprima isometriche e successivamente isotoniche con elastici ad intensità crescenti.

 

 

 

 

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