News
10
09
2017

SPAZIO PATOLOGIE: OSTEOPOROSI

Spazio patologie: Osteoporosi

Sicuramente vi sarà capitato di fare esami del sangue, esami diagnostici, raggi, risonanza magnetica, per fronteggiare qualche patologia o anche solo per controllo e prevenzione; bene!
Perchè significa che avete a cuore la salute vostra e di chi vi sta accanto cercando di mantenere il più possibile lo stato di benessere.
Purtroppo non succede altrettanto quando si parla di Osteoporosi, e a dirlo non siamo noi ma i dati statistici che dimostrano la mancanza di un’adeguata campagna informativa e preventiva per fronteggiarla.

COS’È?

L’Osteoporosi interessa un rilevante numero di persone con rilevanti costi sanitari e sociali in rapporto alle fratture conseguenti ed è per questo riconosciuta come malattia sociale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, anche in considerazione del progressivo invecchiamento della popolazione.

Si tratta di una malattia metabolica che colpisce il tessuto osseo dal punto di vista QUANTITATIVO (si riduce la sua massa) e da quello QUALITATIVO (si ha un suo progressivo deterioramento) con conseguente demineraliazzazione (perdita di Calcio) che provoca un aumento del rischio di frattura.

L’osso è costituito da un tessuto vivente in continua attività metabolica, di continuo c’è un rimodellamento della sua struttura determinato dall’attività degli osteoblasti (hanno la funzione di “depositare” nuovo tessuto osseo) e degli osteoclasti (funzione di rimuovere il vecchio tessuto osseo). Durante il ciclo della vita ci sono attività metaboliche ossee diverse: chiaramente durante l’infanzia la quantità di osso nuovo che si forma è maggiore rispetto a quella di osso vecchio che viene distrutto; viceversa in età senile l’organismo inizia a rimuovere più tessuto vecchio di quanto ne produca di nuovo.
È ormai accertata l’esistenza di una relazione diretta fra il rischio di frattura, la densità e la resistenza ossea. Il riscontro di una bassa massa ossea è, infatti considerato il fattore predittivo più importante nella determinazione delle tipiche dell’Osteoporosi.
La massa ossea va considerata in funzione del picco di massa ossea che si raggiunge intorno al trentesimo anno di età e rappresenta il valore di massima densità minerale ossea dello scheletro.
Da recenti studi pare che la maggior parte del contenuto minerale osseo dello scheletro viene acquisito nei primi dieci anni di vita, all’età di 18 anni la massa ossea totale rappresenta l’80% del picco di massa ossea, il restante 20% viene acquisito intorno all’età di circa 30 anni.

 

 

CAUSE

Le cause che concorrono a farla insorgere sono principalmente di tipo metabolico.
Nel corso dell’infanzia e dell’adoloscenza uno sviluppo osseo non adeguato può impedire il raggiungimento del picco di massa ossea ideale. Di fatto il picco di massa ossea raggiunto durante lo sviluppo è un fattore importante nel determinare il rischio di Osteoporosi nel coro degli anni successivi.
Nel periodo dell’invecchiamento i soggetti con maggiori riserve ossee (picchi di massa ossea più alti) hanno meno probabilità di andare incontro all’Osteoporosi quando inizia il processo di perdita ossea per via dell’età, della menopausa o di altri fattori.
L’osteoporosi si definisce primaria quando compare dopo la menopausa (Osteoporosi postmenopausale) o con l’avanzare dell’età (Osteoporosi senile). Si definisce secondaria quando deriva dall’uso di alcuni farmaci, oppure si manifesta parallelamente a condizioni patologiche diverse.
Tra i fattori di rischio quindi: ridotto picco di massa ossea; sesso femminile; storia familiare di Osteoporosi; magrezza; età avanzata; menopausa precoce o indotta chirurgicamente; periodi di amenorrea; anoressia nervosa; scarsa assunzione di Calcio con la dieta; uso di alcuni farmaci (cortisonici e gli anticonvulsanti); bassi livelli di testosterone nei maschi; stile di vita sedentario; fumo di sigaretta; abuso di alcol.

 

CONSEGUENZE

Fratture e alterazioni scheletriche. Le sedi più colpite da frattura sono: il polso, le vertebre, il femore, ed è chiaro come e quanto la sede di frattura sia determinante in una successiva disabilità. A livello della colonna vertebrale il rischio di frattura è secondario al cedimento strutturale della colonna stessa avendo quindi un aumento dell curva dorsale posteriore (tipica gobba).
La frattura del polso è maggiore nelle donne tra i 50-70 anni causata principalmente da traumi come la caduta a braccia tese (quando si appoggia la mano per attutire la caduta).
La frattura del collo del femore è la più comune ma non è necessariamente di origine traumatica, può accadere anche in seguito di uno sforzo fisico di non particolare entità ma eccessivo per la struttura ossea fargile del soggetto.

 

COME SI MISURA LA DENSITÀ?

 

Due sono le metodiche di misurazione:

DEXA: questa metodica la cui sigla sta per Dual X-Ray  Absorptiometry, sfrutta l’utilizzo dei raggi X per determinare la concentrazione di minerali dell’osso.

QUS: con questa metodica, la cui sigla significa ltrasonografia Quantitativa, vengono utilizzati gli ultrasuoni per determinare la densità ossea.
La densitometria ossea può essere eseguita su diversi segmenti ossei:

  • colonna vertebrale, femore e total body (eseguite mediante ultrasuoni)

 

COSA FARE IN QUESTI CASI?

Nota 79/2015 del Ministero della Salute: “Il trattamento dell’Osteoporosi deve essere finalizzato alla riduzione del rischio di frattura. I provvedimenti non farmacologici (adeguato apporto di calcio e vitamina D, attività fisica) o l’eliminazione di fattori di rischio modificabili (fumo, rischi ambientali di cadute) non hanno controindicazioni e possono quindi essere raccomandati a chiunque. L’utilizzo di farmaci è sempre associato a potenziali rischi per cui il loro utilizzo deve essere riservato ai pazienti a rischio più elevato di frattura…”.

L’Osteoporosi insorge silenziosamente, i primi segni della malattia si manifestano quando ormai le ossa sono fragili.

La parola d’ordine è quindi: PREVENZIONE e come prima buona abitudine preventiva ci si deve sottoporre con regolarità a degli screening per la misurazione della densità ossea.
Altre buone e corrette abitudini sono: mantenere uno stile di vita regolare, seguire un’alimentazione corretta, mantenere il giusto apporto di Calcio e vitamina D, evitare abuso di fumo e alcool, svolgere attività fisica regolarmente, migliorare il proprio equilibrio, esporsi al sole.

 

COSA FA SPAZIOMEDICA?

 

In SpazioMedica è possibile eseguire l’ultrasonometria ossea calcaneare. Sono attivi dei percorsi di attività motoria preventiva e adattata per l’Osteoporosi,  che hanno la finalità di migliorare l’equilibrio indispensabile per riappropriarsi del buon controllo del proprio corpo (tanti anziani non utilizzano più la bicicletta perchè non si sentono sicuri) e tonificano la muscolatura in modo equilibrato ed adeguato alle condizioni di chi partecipa, nel rispetto di possibili altre patologie.
I dati scientifici evidenziano quanto l’attività motoria in carico sia osteogenetica, ovvero di grande aiuto per la crescita e la formazione dell’osso, in quanto il lavoro muscolare è di stimolo al metabolismo osseo, quindi tonificando il sistema muscolare oltre a migliorare la funzionalità globale articolare (si muoveranno di più e meglio le spalle, le ginocchia e la schiena), si riuscirà a fortificare anche il tessuto osseo rendendolo meno fragile.

 

 

Andrea Tresoldi Massofisioterapista e Dott.ssa Laura Moro Chinesiologo Massofisioterapista

 

 

Seguici anche su Facebook: SpazioMedica